In un giorno a Leeds (SHOPPING)

È da diversi giorni che ve la meno con questa Leeds, ma in questa città che io celebro tanto cosa si fa?

Voglio citare il mio amico Nick, raccontare un minimo la sua storia e citare le sue parole riguardanti la città.

Nick è di Cambridge, nell’Est of England, non molto più a nord di Londra. Cambridge ha un università famosissima, ma per ragioni sue Nick decise di spostarsi e andare a Leeds. Quello che gli chiesi è proprio: perché Leeds? La risposta è stata molto vasta e articolata, a tratti personale, ma quello che riassume la sua disamina è: “Leeds è una città grande, c’è tutto e si fa tutto quello che vuoi e fare e non è una Trappola per Turisti“. Inoltre ha lodato l’università, i suoi spazi verdi e le persone che la vivono. Non basta? E allora vi racconto due robe.

Cosa volete fare? Shopping? Fair enough. Uscite dalla stazione e prendete Albion Street, sotto l’arco del Trinity, il centro commerciale più imponente del centro. All’interno c’è tutto. I negozi con gli usuali brand di vestiti e accessori per donna e uomo, negozi di tecnologia e tanto altro. La sezione Kitchen è vastissima, e potete sbizzarrirvi gustando qualsiasi cibo.

Nella zona del centro abbiamo una massa esagerata di negozi, caffetterie, ristoranti spartiti tra Headrow, Albion e Briggate. Quest’ultima, Briggate è un insieme di palazzi post-Vittoriani/industriali. Una lunga via pedonale che taglia il cuore del centro e dalla quale spuntano SOLO NEGOZI.

Da ogni angolo vi sono vicoli che portano ai più antichi Pub, ma caratteristici sono gli Arcade, nonché i portici che vi trasportano da una via all’altra offrendovi una vasta scelta di negozi indipendenti e non. L’arcade più caratteristico è il Victoria. L’arcade del lusso. Una copertura in vetri colorari protegge un intero quartiere su due vie che accolgono al piano terra tutte le boutique, gli atelier e i laboratori artigiani di tessuti e scarpe. Nuovo di pacca, legato a filo conduttore all’arcade c’è l’omonimo Victoria Gate, il nuovo ritrovato dello shopping. Una struttura nuova di pacca con annesso parcheggio multipiano (a Leeds cercare parcheggio è un incubo). Un palazzo di lusso con all’interno attività onerose e sfarzosi arredamenti e lampadari e un casinò al piano superiore.

Ma Leeds è fatta di contrapposizioni in pochi centimetri. Attraversata la strada del Victoria Gate si trova un gioiello esagerato dal mio punto do vista. Il Leeds Market, che a detta del council è il più grande mercato coperto in Europa. La struttura esterna è magnifica e l’interno accoglie lontano dalla pioggia britannica le bancarelle ravvicinate tra loro. Non si risparmiano le urla dei venditori che interpellano tutti i passanti e non è strano che un macellaio si rivolga a voi dicendo: “IS ALL RIGHT LOVE?” Macellai, pescivendoli, fruttivendoli. Le bancarelle non si sprecano. Alcuni sono banchi storici, altri semplicemente nuove attività. All’interno vi sono anche laboratori di cucina. Un mondo da scoprire. C’è anche una parte scoperta che aumenta la superficie del market.

L’Inghilterra è anche rivalorizzazione dei palazzi. Uno dei più affascinanti è il Corn Exchange. Un’arena ellittica in pietra con copertura a cupola. Fu centro di scambio del Mais nel famoso crocevia di passaggio di Leeds e gestiva gli scambi dei cereali in generale decidendo il prezzo durante tutta la giornata. Parliamo di un vero prototipo di borsa. Ora rivalorizzato come mini centro commerciale autonomo, dove all’interno dei vecchi uffici risiedono negozi molto particolari.

In realtà vi ho parlato solo del centro e dei posti più famosi. Per tutta la città troverete negozi particolari o centri commerciali. Menzione speciale per i Charity shop, negozi di roba di seconda mano, ma dalla qualità eccelsa. Cappotti a pochi pounds e tutto per giuste cause dal momento che i ricavati vanno in beneficienza. Inoltre i negozi di vinili o di musica vanno alla grande.

La cosa bella dello shopping a Leeds è la fruibilità e i prezzi abbordabili anche agli europei sopratrutto in tempo di saldi. Occhio anche se non siete fan dello shopping. Il sottoscritto ha ferito molto il conto in banca

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