Grand Arcella’s Hotel

Appassionati di Wes Anderson, scusate, ma non sarà la storia di un “best boy” che girerà per un Hotel come una trottola e avrà intrighi amorosi con una panettiera e mirabolanti avventure con il suo mentore. Scusate. Qui parliamo di come delle volte, l’incuria delle piccole cose porti ilarità ad un demente come me. Perché l’hotel Arcella, oltre che un bagno senza luce e una camera un po’ freddina, mi ha dato grandi emozioni leggendo il suo regolamento.

Leggete in entrambe le lingue. L’italiano da più soddisfazioni.

Passate al punto 3, dove i proprietari invitano i clienti anglofoni a “sforzarsi di avere problemo e farglielo sapere”, così, per sapere com’è andata. Per gli italiani invece, la policy dell’hotel è più restrittiva e imperativa, quasi psicanalizzante: “Avete qualsiasi problema, per favore FATELELI conoscere”. Ora, io so di avere tanti problemi, ma non è carino dirlo in maniera così diretta dopo esserci solo salutati in reception. Lo so che ho pagato con la carta e ti gira un po’ l’anima, però farlo sapere così a tutti non è carino.

Il punto 4 invece è un consiglio ben accetto. Non parlare rapidamente. Giusto! Si rischia di mangiarsi le parole, dunque son d’accordo. Pensare prima di aprire bocca. Gli inglesi invece non devono parlare ad alta voce, ma magari possono parlare velocemente. Dai, va peggio a loro. Da italiani ci vien difficile parlare con un tono basso di voce.

Sul punto 5 non sono d’accordo. Io se perdo qualcuno in un hotel, oooh sì che ti do la responsabilità. Cioè, vuoi dirmi che mentre dormo in camera c’è la remota possibilità che mia moglie sparisca? Che non è grave, diciamolo, ma al fine legale una piccola responsabilità l’hotel dovrebbe averla.

E per concludere, ultima regola:”proveremo il migliore affare con i nostri ospiti”.

Ora, detta così un po’ mi spaventa. Cioè, quanto é grosso è questo affare? Che forma ha? Che funzione compie? Non lo so. Sono confuso. Comunque non mi sono spaventato e ho dormito una notte in Hotel sperando che l’affare non arrivasse durante il mio sonno.

Nel dubbio mi son svegliato presto per non essere colto impreparato

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