Cibo in UK

È un argomento controverso, ma qualcuno dovrà pur affrontarlo. Luogo comune è quello di pensare che il popolo britannico mangi male e troppo, e se la pensate così non siete molto lontani dalla realtà delle cose. Vi sono ragioni socio-economiche per le quali i cari amici del regno unito si trovano a dover gestire in maniera controversa il mondo del cibo, ma è un problema che riguarda più noi che loro. Per quanto i popoli mediterranei si sforzino a cambiare l’alimentazione dei “barbari” del nord, vinceranno sempre loro e i grassi e i carboidrati avranno sempre la meglio. Per capirsi, è più facile rinunciare e adattarsi ai loro standard che loro per noi, ma non è così orrendo. Basta lasciarsi andare.

Principalmente i loro pasti si dividono in Breakfast, Lunch e Tea Time (come dicono i vecchi, se no si può parlare di Dinner). Abitualmente le quantità di cibo sono Breakfast-maggioredi-Lunch-maggioredi-TeaTime, ma può variare. Da non dimenticare l’evenienza di consumare snack nell’intervallo tra ogni pasto, perché è quello che li frega. Obiettivamente si sfondano lo stomaco a colazione, che non è una cattiva idea. Hai più tempo per metabolizzare durante il giorno il pasto. Il resto va a scalare. La sera non mangiano praticamente nulla se non qualche sandwich e una bevanda calda a meno di qualche eccezione, ma entriamo nel particolare.

Breakfast

Semplicemente tutto quello che ad un italiano non verrebbe in mente di mangiare nell’intervallo tra le 6 e le 11 del mattino, ma hanno ragione loro a parer mio. Ti sfondi al mattino e sei apposto per tutta la giornata. A seconda della dieta personale, la colazione varia tra carne, fagioli o legumi in generale, uova o tutto quello che viene in mente ad ogni avventore. Bevande a scelta, tra spremute, caffè, the, cioccolata calda (sì, pure con la roba salata).

Pane, latte e burro come se piovesse. Infatti i supermercati hanno forniture esagerate di questi prodotti.

Lunch

A pranzo in linea di massima sei a lavoro, dunque il tempo è poco e la possibilità di preparare cibo è scarsa, dunque piatto unico. Pasta, riso, carne, quello che c’è. Porti da casa o mangi da qualche parte poco importa. Quello che importa è nutrirsi per fare una pausa. È un momento poco sociale perché viene passato tendenzialmente sa soli. È sintetizzato al solo gesto di mangiare. E basta. Ricorda che più mangi, meno sei produttivo.

Tea Time

Sei a casa, sei stanco dalla tua giornata o semplicemente sei in giro. Di nuovo, ti dovresti solo nutrire e l’obiettivo è non andare a dormire con la pancia piena, dunque si mangia qualcosa, ma poco, nell’intervallo tra le 17 e le 19. Come le galline. Sì. Solitamente il sandwich è l’alimento principale, con bevanda in aggiunta. I sandwich hanno gusti prestabiliti al punto da essere quasi sacri: egg and maionaise (ergo: uova+uova, geniale), prosciutto e formaggio, pollo e insalata, formaggio e sottaceti, formaggio e cipolle, salmone e poche altre varianti. Fine.

Extra snack

E quì inizia la sfumatura di tutti i discorsi affrontati. Seguendo una logica di consumo come quella elencata in precedenza non si rischiano problemi alla linea a patto di mangiare cose sane e equilibrate, ma le tentazioni sono tantissime. Dolci, patatine, snack di qualsiasi natura e forma insidieranno la vostra dieta. Vi si presenteranno a qualsiasi ora del giorno e della notte sottoforma di tentazione. Ecco l’errore ed ecco l’eccesso. Inolte le città sono invase da fast food aperti a qualsiasi ora e ogni accenno di fame è una scusa per mangiare fuori orario.

Fish and chips, kebab, falafel, noodles, ciambelle, pizza, pasteries (articoli da panetteria come fagottini farciti di pasta sfoglia), hamburger… ecc ecc ecc ecc ecc ecc ecc

Quindi, se vado in Inghilterra cosa devo mangiare di tipico?

Poca roba. Oramai l’alimentazione britannica ha influenze da ogni parte del mondo e solo alcuni capisaldi della loro cucina son rimasti gli stessi. Il fish and chips, ovvero pesce fritto con patatine. Tipico street food solitsmente consumato tradizionalmente a casa il venerdì. Sunday roasted, nonché l’arrosto della domenica, a detta di tutti il re della cucina britannica soprattutto se cucinato dalla mamma. Jackett potatos, una patata al forno aperta in quattro parti e farcita a scelta tra fiumi di formaggio, fagioli, carne di porco o di vitello. La mia preferita… la PIE.

Non è bella, ma per me è buonissima. Io sono molto di parte e non dovrei avere voce in capitolo, ma ucciderei per una discreta pie, ovunque. Una torta di pasta sfoglia farcita pesantemente con diversi ingredienti a scelta il tutto accompagnato da purea di patate, di piselli, formaggio, ma soprattutto, la salsa Greavy!! Non so con cosa è fatta. Birra? Vino? Pomodoro. Non mi importa. Inondi la PIE con quella roba e il mondo diventa più bello.

È orribile, lo so, ma provatela e non ve ne pentirete. C’è un Pie Minister in ogni grossa città, ma ogni pub potrebbe avere pie molto interessanti. (Le migliori le ho mangiate a Whitby e l’altra in Galles).

I locali nei quali potete andare sono principalmente i PUB che preparano cibi caldi, oppure le piccole tavole calde. Ve ne sono alcuni particolari. Il mio consiglio: bruciatevi la lingua con il the le prime volte (e non é difficile… servono bevande incandescenti come lava. Occhio le prime volte) in modo da non avere un impatto violento con i sapori e abituatevi, mimetizzatevi con l’ambiente e prendete le loro abitudini. Dopo un po’ vi sembrerà di non aver fatto altro nella vita.

3 Comments

  1. Hai ragione e il problema è che ormai se vai a Londra trovi tutti locali e ristoranti e fast food che non vendono niente d’inglese e dove si può mangiare inglese? Io ho dovuto cimpare le pies e le pastries al supermercato perchè in giro non ci stava nessuno che le vendeva. Ad Amsterdam la stessa cosa. Una settimana intera senza aver assaggiato niente di olandese. Mandano il menù del servizio in camera e ci trovo le lasagne alla bolognese e spaghetti e pizza…e niente di olandese. Ma possibile? Un albergo a 5 stelle!
    Se uno vuole mangiare etnico ok ma che mi trovo solo fast food stranieri e niente di tradizionale la prossima volta vado in un paese sperduto che forse è meglio. Comunque Londra l’ho ritrovata dopo alcuni anni ed è molto sporca, trascurata e invasa da gentaglia. Prima era la capitale della musica e delle mode strane ma adesso mi è caduta dal cuore ( io ci ho anche vissuto per alcuni anni) e non ci voglio tornare più. 🙁

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    1. D’accordo con te e l’Inghilterra e le sue città si sono adattate oramai al modello che tu enunci. Trovi qualche sprizzo di orgoglio locale in qualche area, come lo Yorkshire ad esempio, ma non bisogna aspettarsi grandi cose. È nel’indole della popolazione. Per loro è evoluzione, per noi perdita dell’identità.

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