Ma alla fine, Leeds?

Come ogni ciclo, c’è una fine e dopo la quarta volta che vedrete la parola “LEEDS” su uno dei miei articoli passerà un po’ di tempo. Non per odio, non per mancanza di fantasia, ma bisogna parlare anche d’altro. Se andate indietro nel mio blog vedrete come nel viaggio tra LEEDS e BUSSOLENO in bici mi focalizzai moltissimo sulla Normandia. Bello tutto e quella è la mia parte preferita del viaggio, ma bisogna evolvere o almeno provarci, se non differenziare i contenuti.

Ripeto, di cose su Leeds ne avrei un macello da raccontare per diverse ragioni. Ci ho vissuto, ci son tornato da turista incontrando tanti amici, dunque materiale per raccontare nuove avventure ne avrei, ma risponderò solo a semplici domande poste al sottoscritto durante questo viaggio. Son domande curiose alle quali non ho mai saputo rispondere subito e probabilmente alle quali non risponderò con chiarezza adesso.

Perché sei andato a vivere a Leeds?

Perché mi offrirono un lavoro e io accettai. Stop. Una delle ragioni ufficiali, oltre a quella di volere lavorare all’estero, fu QUESTA.

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Mio padre ha il vizio e l’abitudine di informarsi su tutto quello che gli dico riguardo ai miei piani. Quando in famiglia parlai dell’offerta di lavoro a Leeds lui mi portò alla visione di questo articolo. Nel Novembre del 2015, pochi mesi prima il mio arrivo, due EROI sfidarono l’alluvione a Leeds al Kirkstall Bridge Inn, un pub vicino al parco dell’omonima abazia. Secondo le loro menti geniali, il danno oramai era fatto e dentro al locale non c’era posto per sedersi perché era domenica, dunque optarono per i posti fuori sfidando il fiume per stare comodi e trangugiare la loro dannata birra. Tipico esempio della mentalità dello Yorkshire. Io mi innamorai di loro e ebbi pochi altri dubbi. Lo Yorkshire si manifesta così: goliardia, sfacciataggine, autoironia a pacchi e pazzia, ma tanta accoglienza.

È una città vivibile?

Sì, ricordo che la sua crescita è stata ESPONENZIALE. Nel 2011 erano 400.000, ora il doppio. Rimane una città con una mentalità particolare radicata allo Yorkshire, ma diventando sempre più città. Io non ho sofferto l’ambiente urbano perché in qualsiasi direzione dal centro, nell’arco di 10 minuti di bici si è immersi nel verde, dunque sì. È vivibilissima, meteo a parte, ma con quello si fa l’abitudine.

Ci torneresti a vivere?

Sì.

E allora perché non ci torni, così smetti di farcelo a fette?

Allerta. L’argomento è complicato. Io andai via di li per tornare in Italia per diverse ragioni e con il senno di poi queste ragioni erano risolvibilissime, ma non bisogna mai piangere sul latte versato. Non ho rimorsi perché successivamente a quella esperienza ho avuto altre avventure, dunque ho vinto comunque. Non ci torno perché l’Inghilterra non è l’Eden per il sottoscritto e forse mi aspettavo un po’ di più. In ogni caso c’è sempre

tempo a tornare. Perché no?

Quindi ora ci lasci così? Senza BLOG?

Per un po’. Non so. Io son tornato dal mio viaggio già da un po’ e devo trovare nuovi argomenti per il blog. Devo pensarci su. Intanto ringrazio tutti i FOLLOWER indifferentemente se siano persone che volessero scambiare l’iscrizione ai reciproci blog, ma li apprezzo comunque. Molti di voi hanno avuto la pazienza di seguire questi viaggi e spero ce l’abbiano anche in futuro!

GRAZIE A TUTTI

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